Referenze
Cosa dicono le persone con cui ho lavorato o che hanno fatto lezione con me.
È stato un periodo molto bello per me. Un periodo di crescita, divertimento e di stare insieme come gruppo. Ho avuto il piacere di lavorare per due anni insieme a Eric in aula. Quando ho iniziato il primo corso, non parlavo ancora bene italiano, ma non mi sono mai sentita esclusa. Anzi, Eric mi ha aiutata a capire tutto e a poter partecipare, iniziando anche con poche parole.
Sono molto grata per questa esperienza e per aver avuto Eric come insegnante e mentore. Abbiamo fatto due bellissimi spettacoli e mi ha aiutata ad aprire la porta del teatro, che prima avevo paura di attraversare.
Grazie per tutto questo bellissimo tempo!
Avere Eric come insegnante è una di quelle esperienze che restano scolpite nella mente e nel cuore: con trascinante energia riesce a moltiplicare a dismisura quella dei suoi allievi; il tutto con estrema empatia.
Per me è stata una fortuna immensa averlo incrociato nel mio percorso teatrale e spero di avere nuovamente la possibilità di poter "vivere" nelle sue lezioni.
Ho avuto Eric come insegnante durante il mio primo anno alla scuola Minima Teatro di Milano e ho avuto modo di lavorare con lui per tutto l’anno, fino alla preparazione dello spettacolo finale Il treno ha fischiato, tratto dalla novella di Pirandello.
Quello che ho apprezzato di più del suo modo di insegnare è la capacità di creare fin da subito un ambiente in cui sentirsi liberi di sperimentare, sbagliare e mettersi in gioco. Per chi, come me, si avvicinava al teatro con poca esperienza, è stato particolarmente importante: Eric riesce a essere esigente senza mettere pressione e a dare indicazioni molto concrete, lasciando allo stesso tempo spazio alla personalità e alla sensibilità di ciascuno.
Una delle cose che mi ha colpito di più è stato rendermi conto, alla fine del percorso, di quanta strada avessimo fatto. Eravamo partiti praticamente tutti da zero e, nel giro di un anno, siamo riusciti a mettere in scena uno spettacolo di quasi un’ora, mantenendo sul palco energia e intensità dall’inizio alla fine. Personalmente è stato uno degli aspetti che mi ha impressionato più positivamente del lavoro fatto con Eric e che mi ha fatto capire quanto fossimo cresciuti durante l’anno.
Nel complesso, lavorare con Eric è stata un’esperienza molto positiva: un insegnante preparato, attento e capace di prendere sul serio il percorso degli allievi senza togliere al teatro quella componente di gioco e scoperta che, almeno per me, è stata fondamentale.
Credo che Eric sia uno dei migliori maestri con i quali avvicinarsi al mondo del teatro. Durante il primo anno ci ha guidati passo passo e al tempo stesso ci ha lasciati liberi di sperimentare. È stato in grado di instaurare un equilibrio tra momenti di focus sul lavoro ed altri di condivisione e spensieratezza che personalmente mi hanno fatta appassionare e decidere di proseguire con la recitazione. La cosa che mi ha colpito più di tutte è la sua totale apertura verso le proposte che provenivano da noi allievi durante le lezioni e la sua propensione ad accoglierle e lavorarle insieme. Questo ci ha permesso di portare in scena uno spettacolo di fine anno del quale eravamo incredibilmente fieri: perché ognuno di noi aveva avuto la possibilità di metterci del suo, non solo come attore ma anche nella fase di creazione stessa.
Come insegnante Eric mi ha trasmesso molti concetti che ho cercato di mettere a frutto sia sul palco che nella vita quotidiana e soprattutto mi ha fatto raggiungere una nuova consapevolezza di me stessa, guidandomi verso il miglioramento senza mai forzare nulla, lasciandomi libera di esprimermi.
Ho conosciuto Eric quando era a una delle sue prime esperienze come insegnante di teatro e io ero al mio primo anno alla Scuola Minima. La sua inesperienza, in alcuni momenti, si percepiva, ma insieme a quella ho visto fin da subito una qualità che secondo me conta moltissimo in un insegnante: la capacità di creare un gruppo di lavoro vero, concentrato e disposto a mettersi continuamente in gioco.
Con Eric si provava, si riprovava e poi si provava ancora. E la cosa sorprendente è che nessuno sembrava stancarsi di farlo. Non c'era mai la sensazione di ripetere qualcosa inutilmente: ogni nuova prova aggiungeva una qualità, una sfumatura, una possibilità che prima non avevamo visto. Si aveva davvero la percezione che il lavoro stesse crescendo, passaggio dopo passaggio.